Oh tramonto!
se tu potessi osservare questi occhi incantati
ora che ti stanno ammirando,
se tu potessi scrutarne il sublime candore,
se tu potessi ascoltare il sussurro delle palpebre…
Solo allora potresti dire di conoscere
l’unica cosa più grande di te.
….. e ti assicuro che anche tu,
nel pieno del tuo canto d’onnipotenza
nel delirio delle tue mille sfumature
rimarresti abbagliato,
dal luccichio
di queste due piccole stelle.
Ariticolo pubblicato sulla rivista : Il Friudoc ( Agosto 2004 )
Scritto dal critico d’arte: Vitto Sutto.
Il giovane Natn Lattarulo.
Il nostro giornale spesso presenterà degli esordienti, oggi è la volta di Natan Lattarulo, giovane, una promssa e una scomessa di Friuldoc.
Benchè giovanissimo Natan possiede già una sua personalità spiccata, con una produzione ampia, innanzitutto e, da non sottovalutarsi, veriegata.
I quadri di Natan esprimono maggiornente un mondo di figurazione fiabesco, con la costruzione di case avvolte in un clima quasi natalizio, con tetti spioventi, porticine avvolte nella fiaba di un racconto antico.
La vivacità di Natan è data dai cromatismi e dai segni, un segno forte e incisivo, ma sopratutto un cromatismo surreale e molto giocato di chi fa dell’esperienza ludica un motivo di ricerca continua.
Natan, oltre a questa pruduzione che può essere molto piacente e incontrare persino un piccolo mercato che con il tempo potrebbe riservargli piacevoli sorprese, sa anche entrare in punta dei piedi in un mondo che storicamente è appartenuto all’arte del’astrazione.
Produce così opere che sono espressione di sintesi e di improvvisazioni, di richiami cromatici di immediatezza e di estro, con una vivezza e una naturità che pare nascondere un certo talento.
Nonostante il caldo opprimente di questi giorni, sto molto fuori.
So fin troppo bene quanto questa bellezza sia effimera,
come rapidamente si accomiata ed io sono così bramoso,
così avido di questa bellezza dell’estate che declina!
omaggio all’estate 2009
Vorrei vedere tutto, toccare tutto, odorare e assaporare
tutto ciò che questo rigoglio estivo offre,
vorrei conservare tutto questo e tenermelo per l’inverno,
per i giorni e gli anni futuri, per la vecchiaia.
In giardino, sulla terrazza, sulla torretta sotto la meridiana,
ogni giorno sto seduto per ore, e con matita e penna,
con pennello e colori disegno accuratamente le ombre mattutine
sulla scala del giardino e le contorsioni dei grossi serpenti
del glicine e cerco di riprodurre le lontane, limpide tinte
delle montagne al crepuscolo, diafane come un sospiro
eppure fulgide come gioielli.
Quindi rientro in casa stanco, molto stanco,
e quando la sera metto i miei fogli nella cartella,
quasi mi dà tristezza vedere quanto poco del tutto
ho potuto segnare e fissare per me.
LA LEGGENDA DELLA CIVETTA
Narra la leggenda popolare che Dio creò il mondo con tutti gli animali, ma che poi, riguardando la civetta, un pò si pentì di averla fatta così strana, con gli occhi così grandi e abitudini troppo strane e notturne.
Allora gli volle fare un grande dono: Sarebbe diventato l’animale della buona sorte, quello che avrebbe sempre portato con se i buoni auspici per migliorare la vita di coloro che se lo sarebbero tenuto vicino, senza averne paura.
Il pittore naif Natan, già da giovanissimo respira arte in famiglia, grazie al nonno e al padre, affermato pittore Naif di cui sono allievo.
Natan incomincia ad entrare nel mondo dell’arte frequentando l’istituto d’arte (Sello) di mattina mentre il pomeriggio aiutando il padre nella pittura, acquisendo acquisendo così famigliarità con colori e pennelli.
All’età di 18 anni ha incominciato a dipingere i suoi primi dipinti naif lavorando con la tecnica dell’affresco a secco. I naif quelli veri come quelli di una qualsiasi altra corrente pittorica, vanno approfonditi e visti sotto un altra angolazione nuova e meno preconcetta, allora si potrà parlarne senza pregiudizi e conoscerne il loro segreto, spesso meraviglioso.
Il termine Naïf è una parola francese che corrisponde all’italiano ingenuo, primitivo. In Arte il termine Naif si riferisce ad un atteggiamento estetico-espressivo dell’artista nei confronti dell’opera e spesso indica una produzione non sorretta da una vera e propria formazione professionale o comunque scolastica. L’opera dell’artista Naïf è espressione di una creatività che non si colloca all’interno di correnti artistiche o di pensiero. L’artista Naïf segue il proprio istinto senza seguire quelli che sono i dettami tecnici o “filosofici” delle espressioni artistiche del “momento”. Quindi i pittori Naïf dipingono per se stessi, esprimendo senza compromessi una visione realistica e poetica, fantasticando ed accentuando le forme e la realtà. La pittura Naïf è costituita da un’esecuzione elementare e semplice e racconta in modo fiabesco scene di vita quotidiana, con un ricco accostamento di colori, usati generalmente puri. Per gli artisti Naïf sono stati usati i termini di “istintivi”, “primitivi moderni”, “popolari” o “pittori dal cuore sacro”. Fu proprio uno degli scopritori della pittura Naïf in Francia Wilhelm Ude, a chiamare pittori come Henri Rousseau, Séraphine, Louis Vivin, Camille Bombois o André Bauchant “pittori dal cuore sacro”. L’attuale termine Naïf verrà comunemente usato dal 1964, con la mostra, “Le Monde des Naifs” tenutasi al Musée National d’Art Moderne di Parigi anche se in realtà viene da molti riconosciuto che da punto di vista della storia dell’arte, la pittura Naïf si può far cominciare con i quadri di Henri Rousseau (detto il doganiere) esposti al Salon des Indépendants del 1886. Tra i maggiori protagonisti della pittura Naïf ne ricordiamo uno in particolare, forse il più grande, Antonio Ligabue (vero nome Antonio Laccabue nato in Svizzera nel 1899 e morto in Italia a Gualtieri nel 1965), ma non sono da dimenticare anche Orneore Metelli, Rosina Viva, B. Passotti, Pietro Ghizzardi e Covili.