Inrealtà

Questa bozza lo realizzata in un momento particolare.
Titolo: inrealtà
tratto dal catalogo bozze Natan arte Naif

Scritto da: Natan

Le civette di NataN

LA LEGGENDA DELLA CIVETTA
Narra la leggenda popolare che Dio creò il mondo con tutti gli animali, ma che poi, riguardando la civetta, un pò si pentì di averla fatta così strana, con gli occhi così grandi e abitudini troppo strane e notturne.
Allora gli volle fare un grande dono: Sarebbe diventato l’animale della buona sorte, quello che avrebbe sempre portato con se i buoni auspici per migliorare la vita di coloro che se lo sarebbero tenuto vicino, senza averne paura.

natan civetta

natan civetta

Scritto da: Natan

NataN mentre colora un suo dipinto….

natan mentre colora un suo dipinto…

Scritto da: Natan

Video presentativo della galleria delle opere naif di NataN

un nuovo video presentativo della galleria delle opere naif di Natan

Scritto da: Natan

ACQUAFORTE

La tecnica dell’acquaforte era nota fin dai tempi antichi e veniva impiegata per incidere decorazioni sulle armi. Alcuni dei primi ad utilizzarla per le stampe d’arte sono stati Albrecht Dürer in Germania e il Parmigianino in Italia.

È una tecnica calcografica molto diffusa consistente nel corrodere una lastra di metallo (zinco di solito; rame per grandi tirature, come nel passato) con un acido, per ricavarne immagini da trasporre su un supporto (carta normalmente) per mezzo di colori. La lastra di spessore necessario, disponibile in commercio, viene ripulita e smussata ai bordi con carta smeriglio, poi sgrassata nella parte lucida con ovatta intrisa, per esempio, in bianco di Spagna (carbonato di calcio) sciolto in acqua. Cosparsa uniformemente con un coprente a protezione dall’acido (cera, asfalto, gomma, mastice…) viene affumicata con un mazzo di candele. Quindi si incide il disegno nel materiale protettivo con una punta sottile (a mano libera o ripassando una bozza su carta decalcante chiara), per mettere a nudo il metallo in corrispondenza dei segni che appariranno sulla carta grazie all’inchiostro. S’immerge la lastra in acido (dopo averne cosparso di coprente la faccia posteriore) iniziando la morsura, che può essere fatta a più riprese scoprendo man mano le parti da incidere, per ottenere scavi diversamente profondi. L’acido incide il metallo solo dove non protetto. Giudicata completa la lastra, la si lava con benzina od acquaragia, la si asciuga e la si tiene come matrice del disegno da replicare. La stampa avviene al torchio su carte poco collate inumidite prima, cospargendo di inchiostro grasso con un tampone di pelle la lastra e scaldandola un poco per favorire la penetrazione della tinta nei solchi e la sua cessione alla carta.

Particolari su strumenti e tecniche sono nel classico trattato di Abraham Bosse (sec. XVII°).

Sembra pressoché certo che la tendenza di incidere il metallo con acidi sia stata introdotta dagli armaioli con il preciso scopo di decorare armi ed armature, ed il primo che utilizzò questo metodo per ottenere una stampa fu Daniel Hopfer, in attività nei primi decenni del Cinquecento e la prima acquaforte datata è stata realizzata dall’orafo svizzero Urs Graf nel 1513. In Italia, gli allievi del Parmigianino seguirono le indicazioni del maestro e raggiunsero una maturità artistica e tecnica come nel caso dell’Annunciazione di Federico Barocci e nel giro di pochi decenni artisti come il Guercino si misero in evidenza.

In Italia, nel XVIII secolo, soprattutto a Venezia sorse una produzione di ottima qualità, basti ricordare la serie dei Capricci del Tiepolo, delle Vedute del Canaletto, nei quali all’abilità tecnica si associò una grande inventività. Agli inizi dell’Ottocento, l’opera di Bartolomeo Pinelli chiuse un’epoca, quella dello specialismo, visto che in seguito l’acquaforte passerà nelle mani di artisti che si cimenteranno in modo saltuario.

Scritto da: Natan

Natan e Pirac a Tarvisio

L’innaugurazione della mostra sita nella torre medioevale in centro a tarvisio, ha riscontrato un notevole interessamento e sucesso, si ricorda che la mostra sarà visitabile anche sabato e domenica 29 e 30 Agosto e 5 6 settembre 2009 nei seguenti orari sabato e domenica dalle 10 alle 13 dalle 15 alle 19:30.
Per maggiori informazioni info: 3495673850 natan@natanarte.it .

Scritto da: Natan

naif

Il pittore naif Natan, già da giovanissimo respira arte in famiglia, grazie al nonno e al padre, affermato pittore Naif di cui sono allievo.
Natan incomincia ad entrare nel mondo dell’arte frequentando l’istituto d’arte (Sello) di mattina mentre il pomeriggio aiutando il padre nella pittura, acquisendo acquisendo così famigliarità con colori e pennelli.
All’età di 18 anni ha incominciato a dipingere i suoi primi dipinti naif lavorando con la tecnica dell’affresco a secco. I naif quelli veri come quelli di una qualsiasi altra corrente pittorica, vanno approfonditi e visti sotto un altra angolazione nuova e meno preconcetta, allora si potrà parlarne senza pregiudizi e conoscerne il loro segreto, spesso meraviglioso.

Scritto da: Natan

naif natan bozza di un dipinto

Questo video ritraee natan mentre realizza una bozza di un dipinto…

Scritto da: Natan

video presentativo di alcuni miei dipinti naif

Un nuovo video presentativo di alcuni miei dipinti naif , il video dura 2minuti e mezzo con un bel sottofondo musicale.

Scritto da: Natan

l’arte NAIF

L’arte naif

Il termine Naïf è una parola francese che corrisponde all’italiano ingenuo, primitivo. In Arte il termine Naif si riferisce ad un atteggiamento estetico-espressivo dell’artista nei confronti dell’opera e spesso indica una produzione non sorretta da una vera e propria formazione professionale o comunque scolastica. L’opera dell’artista Naïf è espressione di una creatività che non si colloca all’interno di correnti artistiche o di pensiero. L’artista Naïf segue il proprio istinto senza seguire quelli che sono i dettami tecnici o “filosofici” delle espressioni artistiche del “momento”. Quindi i pittori Naïf dipingono per se stessi, esprimendo senza compromessi una visione realistica e poetica, fantasticando ed accentuando le forme e la realtà. La pittura Naïf è costituita da un’esecuzione elementare e semplice e racconta in modo fiabesco scene di vita quotidiana, con un ricco accostamento di colori, usati generalmente puri. Per gli artisti Naïf sono stati usati i termini di “istintivi”, “primitivi moderni”, “popolari” o “pittori dal cuore sacro”. Fu proprio uno degli scopritori della pittura Naïf in Francia Wilhelm Ude, a chiamare pittori come Henri Rousseau, Séraphine, Louis Vivin, Camille Bombois o André Bauchant “pittori dal cuore sacro”. L’attuale termine Naïf verrà comunemente usato dal 1964, con la mostra, “Le Monde des Naifs” tenutasi al Musée National d’Art Moderne di Parigi anche se in realtà viene da molti riconosciuto che da punto di vista della storia dell’arte, la pittura Naïf si può far cominciare con i quadri di Henri Rousseau (detto il doganiere) esposti al Salon des Indépendants del 1886. Tra i maggiori protagonisti della pittura Naïf ne ricordiamo uno in particolare, forse il più grande, Antonio Ligabue (vero nome Antonio Laccabue nato in Svizzera nel 1899 e morto in Italia a Gualtieri nel 1965), ma non sono da dimenticare anche Orneore Metelli, Rosina Viva, B. Passotti, Pietro Ghizzardi e Covili.

Scritto da: Natan